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mercoledì 15 aprile 2015

Tarassaco....una buonissima "erbaccia"

Il Tarassaco, conosciuto anche come dente di leone è una pianta spontanea diffusissima nei prati e negli orti, spesso bistrattata e considerata di poco valore.
In realtà è una pianta dalle straordinarie proprietà fitoterapiche, è ricco di sali minerali, vitamine (B1, B2, C, E) ferro, magnesio, potassio....
Oggi stavo lavorando nell'orto, e ho visto che cominciavano a spuntare qua e la queste onnipresenti piantine... ho deciso di raccoglierle per sperimentare un paio di ricette: Le foglie stufate (spettacolari!) e i boccioli sott'aceto....per assaggiarli devo aspettare un po'
Se volete provarle eccole:

Foglie di tarassaco stufate: ( per due persone)
400 gr di foglie di tarassaco
1/2 cipolla
olio
sale
Lavare bene e tagliare le foglie, fate soffriggere la cipolla nell'olio, quindi aggiungete il tarassaco continuando a mescolare, dopo 5 minuti aggiungete 1/2 bicchiere d'acqua, regolate di sale e pepe, dopo 15 minuti è pronto.

Boccioli di tarassaco sott'aceto:
300 gr di boccioli
250 gr di aceto
250 gr d'acqua
sale (15 grani di sale grosso)
Scottate in acqua bollente i boccioli e poi metteteli su un telo ad asciugare. metteteli in un vasetto di vetro e ricoprite con la miscela di acqua, aceto e sale che avete portato ad ebollizione. Chiudeteli ancora caldi e capovolgeteli in modo che si sterilizzino. Si conservano per un anno e possono essere consumati dopo 15 giorni.


martedì 3 febbraio 2015

Un tesoro prezioso...le erbe selvatiche

Oggi davanti ad una tazza di infuso di fiori di malva (raccolti la scorsa estate) mi è venuto in mente che tempo fa avevo già parlato dell'argomento, proponendo la ricetta del risotto alle ortiche.
La malva ha proprietà calmanti, rinfrescanti e depurative, è ricca di vitamine e di polisaccaridi.
Tra i diversi antociani, la malvina, caratteristica della pianta, è utile per disinfiammare le vie respiratorie.
Della malva si adopera tutta la pianta che si puo' raccogliere durante il periodo estivo, la parte verde puo' durare diversi giorni in frigorifero, mentre i fiori devono essere consumati appena raccolti oppure essiccati separandoli dalla pianta e deponendoli su un panno in un luogo buio e ben arieggiato.

Le informazioni riportate sono tratte dal libro Cucinare le erbe selvatiche , che propone anche diverse ricette che non ho ancora sperimentato, ma non appena la natura in primavera mi offrirà l'opportunità di raccogliere, le provero' !



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